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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 7 Aprile 2025

Tante volte esitiamo a far trasparire chi siamo, a dire quel che pensiamo davvero, a condividere qualcosa di bello che ci riguarda profondamente…

Le motivazioni possono essere molte: magari abbiamo paura di sembrare orgogliosi o vanitosi, oppure ci preoccupiamo di disturbare anche solo mettendoci in mostra, o sappiamo che il semplice comportarci in un certo modo o lasciar trasparire una certa sensibilità in alcuni ambienti potrebbe essere letto come un giudizio o una critica, o anche solo essere visto male… Così per paura di dare fastidio restiamo nascosti, ci teniamo per noi quel che siamo e che vorremmo condividere, evitiamo di portare avanti proposte.

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Avvicinandosi alla sua Pasqua, Gesù invece vuole giocarsi tutto, far cadere i veli e darsi per quello che è. È giunto il momento della parola opportuna, di manifestare la Luce che è e di invitare a seguirlo: presentandosi nella sua vera natura, infatti, Gesù sta anche facendo una proposta ai suoi interlocutori. Invita a una vita diversa, più autentica, alla luce del sole.

Per molti può iniziare così una rinascita; in molti altri, invece, scatta una resistenza, un’opposizione: chi vive di sotterfugi non vuole essere stanato dalla luce, e si sente giudicato dalla sua sola presenza. Sono le stesse resistenze ed opposizioni che potrebbero scoraggiarci dall’essere noi stessi e mostrarci per quello che siamo, nei contesti più diversi delle nostre esistenze.

Se sono solo io di fronte a te non posso testimoniare in verità e pienezza chi sono e ciò che voglio condividere. Divento capace di farlo, e quindi di reggere fino alle estreme conseguenze la fatica dell’espormi con le mie idee e i miei desideri, solo se c’è un terzo che – al di qua delle mie insicurezze, al di là dei tuoi giudizi – ha prima detto su di me una parola buona.  E questo terzo, invisibile ma presente, è il Padre. Prima di tutto è lui che testimonia di noi.

Fondati sulla definitiva parola d’amore e di stima che abbiamo ricevuto da lui, possiamo darci agli altri nella nostra verità più intima.

Commento a cura di: Samuele Adorno

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato