Oggi il Vangelo spegne i riflettori sul Bambino adorato da lontani sapienti per accenderli su un Gesù adulto, provato dall’arresto dell’amico e parente Giovanni, che lascia Nazaret, dove è cresciuto circondato dall’affetto di Giuseppe e Maria.
Un passaggio pieno nell’età adulta, dunque, che non risparmia le fatiche che possono accompagnarlo ed è segnato da tre movimenti.
Si ritirò. La folla di emozioni e sentimenti che verosimilmente accompagnano questa fase è bene che sia contenuta in un clima di ritiro. Il passaggio, il cambiamento da una situazione vitale all’altra, va accompagnato e ascoltato mettendo a tacere rumori e distrazioni. Ritirarsi è un movimento di contrazione: portare a sé ciò che si è, un’operazione di contenimento dell’anima dalle distrazioni che l’affollano.
Cominciò a predicare. Finalmente la parola è pronta, ma dopo una lunga gestazione: una vita intera per comprendere che il cielo, e il suo regno, è vicino; che Dio tocca la terra nell’umano.
Gesù percorreva. E il cielo comincia dai piedi, senza distanze di anni luce: la polvere del suolo e quella delle stelle sono la stessa. Camminando, la parola di Gesù si fa incontro, nell’insegnamento e nella guarigione. Percorrere è immergersi nella vita in tutte le sue forme, casa itinerante per tutti coloro che attendono una parola, una cura.
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Ritirarsi, predicare, percorrere: di cosa ho bisogno che Gesù faccia per me oggi?
Commento a cura di: Giuseppe Amalfa SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
