Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 2 Novembre 2023

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Il criterio per la vita eterna รจ chiaro: prendersi cura dellโ€™altro. Quando recuperiamo la consapevolezza che lโ€™essere umano dispiega sรฉ stesso nella relazione con i suoi simili, con i suoi pari, lรฌ accade la pienezza. Lโ€™essere umano diventa se stesso riconoscendo gli altri come esseri umani. Quando, per qualsiasi motivo, ci sottraiamo a questo riconoscimento reciproco, perdiamo umanitร . Non รจ solo questione di essere cristiani: รจ questione di essere umani!

Nel giorno in cui commemoriamo i nostri cari defunti, possiamo ricordare i loro volti, i loro sorrisi, il bene che ci hanno voluto, il bene che ci hanno fatto, magari senza neanche saperlo. Nel ricordarli, forse anche con una lacrima sul viso, implicitamente o esplicitamente riconosciamo quanto importante sia stata quella relazione per la nostra vita. Ovvero, quanto quella relazione abbia contribuito a far fiorire la nostra umanitร . Nella relazione con quella persona cara, che ora non cโ€™รจ piรน, la sua umanitร  รจ divenuta parte della mia, il suo modo di amare ha plasmato il mio modo di amare. รˆ la sua ereditร  per noi.

รˆ cosรฌ che i nostri cari vengono assunti nella luce del Risorto e vivono nella pienezza: perchรฉ custoditi dalla nostra umanitร . Ogni volta che lasciamo che questa umanitร  ci abiti, consolidiamo la loro posizione di salvati perchรฉ stiamo riconoscendo che la loro vita non รจ stata spesa invano. E noi siamo i testimoni viventi del bene che hanno potuto compiere. รˆ cosรฌ che procediamo di generazione in generazione, salvando e lasciandoci salvare.

Flavio Emanuele Bottaro SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato