Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 2 Giugno 2020

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Tutto quello che ha lโ€™immagine e lโ€™iscrizione di Cesare dobbiamo renderlo a Cesare. Dunque tutto quello che ha lโ€™immagine e lโ€™iscrizione di Dio dobbiamo renderlo a Dio.
Ma come facciamo a discernere, a capire a chi dobbiamo rendere cosa?
รˆ difficile a volte vedere una chiara direzione, a volte siamo sommersi da tantissime immagini, ognuna che vuole un pezzo di noi, ognuna che si impone alla nostra attenzione e vuole il suo spazio nella nostra vita. Dovโ€™รจ lโ€™iscrizione di Dio?

A immagine e somiglianza li creรฒ. Dobbiamo rendere a Dio la nostra immagine, che รจ la sua immagine. E come rendere la nostra immagine a lui? A volte, semplicemente, si tratta di preferire quella scelta, quella persona, quella relazione, quella comunitร  che ci fa essere piรน noi stessi; che ci fa sentire interi, non misurabili come il denaro di Cesare, non interscambiabili, ma unici e amati nella nostra unicitร .

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E abbiamo giร  un esempio su come fare questo, lโ€™esempio di un uomo che รจ stato sempre se stesso, senza guardare in faccia a nessuno. La cui immagine riflette senza macchie il volto di Dio, senza ipocrisie o maschere, perchรฉ consapevole di essere amato esattamente cosรฌ comโ€™รจ.

Gloria Ruvolo


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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