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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 19 Marzo 2025

La festa di san Giuseppe ci consegna la storia di un uomo che ha dovuto affrontare e attraversare la tempesta del dubbio, dell’angoscia, del dilemma per poter essere strumento di Dio per gli uomini.

Giuseppe si trova ad affrontare una situazione poco conveniente come la gravidanza della propria promessa sposa. Un’onta morale e sociale per lei e in fondo anche per lui.

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Giuseppe era uomo giusto, dice l’evangelista. Ma giusto, in questo caso concreto, cos’è? Questo era il tormento di Giuseppe, il giusto! Esporre Maria all’infamia dell’accusa di adulterio? Distruggere la vita della donna a cui si era promesso e così rispettare con giustizia la Legge? Oppure provare a trovare una via di uscita a quella donna che aveva amato che potesse essere giusta e buona per lei, nonostante non sembrasse degna di tale credito? 

La giustizia di Giuseppe sta proprio nel coraggio di porsi la domanda del bene, non già partire dal suo ego ferito, né dal suo zelo alla lettera della Legge. È giusto e timoroso proprio perché si interroga, inquieto, a partire da una storia che gli sfugge e che proprio per questo lo tormenta. Lasciare questo varco di incertezza è segno della sua umiltà.

E in questo varco entra l’angelo per dirgli: “Non temere. Non potevi immaginare cosa Dio ha operato. Ma proprio perché non avete chiuso la porta all’incertezza e alla speranza, Dio ha scelto voi”. Ecco la santità del giusto Giuseppe.

Leonardo Angius SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato