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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 19 Maggio 2025

Commento al brano del Vangelo di: Gv 14,21-26

Data:

Un addio nella nostra vita è qualcosa che preannuncia e prepara al distacco, alla distanza, all’assenza. Nel momento di un addio normalmente veniamo trascinati dalla consapevolezza di ciò che da quel momento ci mancherà: la bellezza che non potremo più contemplare, una tenerezza in cui non potremo più immergerci, l’accoglienza che non potremo più sperimentare.

Allo stesso tempo ci prepariamo a custodire ciò che sarà essenziale e indimenticabile, ossia ciò che non potrà sfuggire alla memoria nonostante l’assenza o la lontananza. Andiamo allora alla ricerca di qualcosa che o testimoni o riassuma o immortali quella relazione, quel luogo, quell’esperienza.

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Gesù capovolge l’aspettativa e i riflessi naturali di un addio. Fa entrare i discepoli, e noi lettori posteriori, in un presente che non finisce, dove l’abbraccio d’amore tra Padre e Figlio accoglie, avvolge e dà vita. Il futuro dell’addio non è il tempo della mancanza, in cui provare a ricordare per tentare di non perdere pezzi.

È il tempo dello Spirito, che viene offerto come un invito a far parte e a sperimentare l’abbraccio tra Padre e Figlio. E in quell’abbraccio lo Spirito diventa anche un Maestro che ci aiuta a comprendere le loro parole e a trovare le nostre per entrare nel loro dialogo.

Commento a cura di: Leonardo Angius SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato