C’è qualcosa di profondo e unico nel modo in cui Gesù guarda quest’uomo che gli corre incontro per gettarsi ai suoi piedi. Un amore profondo e forte che si esprime attraverso lo sguardo, lo sguardo di Gesù che disarma e ci ama così, nella nostra nudità, nelle nostre fragilità e paure.
Gesù ha amato quest’uomo ancor prima di sapere cosa volesse da lui; lo ha amato tanto da aspettarlo e accoglierlo, pur sapendo quale scelta avrebbe preso alla fine; lo ha amato nella sua incapacità di rinunciare a tutti i suoi beni, le sue ricchezze. E Gesù non lo giudica né lo rimprovera: continua ad amarlo, perché nella sua libertà quest’uomo ha fatto la sua scelta.
L’incontro col Signore è disarmante perché ci lascia liberi di scegliere: non ci dice cosa fare o non fare; lui indica la strada, i mezzi e gli strumenti ci vengono mostrati camminando insieme.
Gesù ci dimostra la libertà di amare anche dove noi rifiutiamo un suo invito.
Ci invita a seguirlo sempre, a mollare tutto per lui, beni materiali, le paure, le ansie, i nuclei di morte, cordoni ombelicali troppo stretti, relazioni tossiche, lavoro matto e disperato, desideri di ricchezza… Ma non è facile mollare quel tutto, proprio quello di cui noi crediamo di non poter fare a meno.
Quanto è difficile entrare così carichi e pesanti nel Regno dei Cieli.
Però, ricordiamocelo, «tutto è possibile a Dio»!
Vanessa D’Urbano

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
