Gesuiti – Commento al Vangelo del 20 Dicembre 2018

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Suonano paradossali e persino ironiche le parole dellโ€™angelo a Maria, se pensiamo a quale tipo di grandezza andrร  incontro il bambino annunciato: la grandezza della croce. Una grandezza che fa a pugni anche con la scena minimale dellโ€™incontro tra Maria e lโ€™angelo stesso: in un villaggio, dentro una casupola, con una ragazzina.

Il contesto e le persone scelte da Dio ci rivelano giร  chi sia questo Dio: il Dio dei piccoli, degli insignificanti. Il Dio delle piccole cose. รˆ questo Dio dei piccoli che si fa piccolo. Decide di entrare nella storia umana dalla porta di servizio, dalla porta dei servi. Entra in una vicenda familiare e se ne fa carico.

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E la giovane Maria diventa il segno e il simbolo di questo Dio che si china sulla nostra umanitร  stanca e vulnerabile e la feconda. In Maria รจ fecondata tutta la storia umana, la storia dei piccoli. In lei ogni piccolo puรฒ specchiarsi e aspirare a far nascere Dio nella sua vita. Basta un semplice, piccolo gesto. Dire il proprio โ€œsรฌโ€.

Michele Papaluca SJ

Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.

Rifletto sulle domande

  • Quale Dio attendo? Un Dio che fa meraviglie nei piccoli? O il Dio delle gesta eclatanti?
  • Quale โ€œsรฌโ€ sono invitato a dare a Dio? E quale ai fratelli/sorelle?
  • Sento le chiamate di Dio come un invito alla libertร  o come unโ€™oppressione?

Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciรฒ che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato secondo il metodo della spiritualitร  ignaziana, disponibile anche tramite la loro newsletter quotidiana.[/box]

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 1, 26-38
Dal Vangelo secondoย Luca

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una cittร  della Galilea, chiamata Nร zaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: ยซRallรฉgrati, piena di grazia: il Signore รจ con teยป.
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: ยซNon temere, Maria, perchรฉ hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesรน. Sarร  grande e verrร  chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darร  il trono di Davide suo padre e regnerร  per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrร  fineยป.
Allora Maria disse all’angelo: ยซCome avverrร  questo, poichรฉ non conosco uomo?ยป. Le rispose l’angelo: ยซLo Spirito Santo scenderร  su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirร  con la sua ombra. Perciรฒ colui che nascerร  sarร  santo e sarร  chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo รจ il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla รจ impossibile a Dioยป.
Allora Maria disse: ยซEcco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parolaยป. E l’angelo si allontanรฒ da lei.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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