Fraternità Gesù Risorto – Commento al Vangelo di domenica 21 Maggio 2023

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Iª lettura At 1,1-11 dal Salmo 46 IIª lettura Ef 1,17-23 Vangelo Mt 28,16-20

Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”. Il mistero dell’Ascensione di Gesù al cielo è un grande mistero, cioè un fatto che nasconde e rivela l’amore del Padre per gli uomini. Ce lo nasconde, perché a prima vista noi non comprendiamo, siamo come i discepoli che fissano lo sguardo sulle nubi e sull’azzurro del cielo, sull’aspetto materiale, sul segno adoperato da Dio per parlarci. Ce lo rivela, quando cominciamo a farne oggetto di fede, quando lo osserviamo nella sua profondità spirituale lasciando perdere la voglia di capire con la mente attratta sempre dalle cose che passano e che ci bloccano sul terreno di questa terra.

Gli angeli parlano di questo fatto come di una profezia, la promessa del suo ritorno: tornerà sulle nubi! Da questo particolare comprendiamo ancora, se l’avessimo dimenticato o sottovalutato, che Gesù è il “Figlio di uomo” di cui parla il profeta Daniele (7,13-14): “Ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto”.

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Anche il fatto dell’Ascensione ci manifesta così l’identità di Gesù, e il suo posto nel disegno di Dio. È proprio quel Gesù, che abbiamo avuto accanto come Maestro e amico, è lui il giudice di tutti i popoli, colui col quale tutto il mondo dovrà confrontarsi. E così noi siamo sempre più riconoscenti di averlo conosciuto, ascoltato e amato, e siamo sicuri del valore eterno della sua parola, e quindi di essere sulla strada sicura e vera che porta a godere la realizzazione piena della nostra esistenza.

Gesù che sale al cielo è un’ulteriore garanzia che Dio ci dà riguardo a lui. Egli sarà sempre accanto al Padre, nessuno lo potrà sostituire: tutti gli uomini, cosiddetti saggi, che verranno dopo di lui, se vorranno presentarsi come incarnazione di Dio o come inviati da lui, possiamo riconoscerli come bugiardi e ingannatori. Ogni epoca ha i suoi, anche la nostra. Gesù è alla destra del Padre per sempre, e da questo trono manda il suo Spirito per guidare e sostenere ciascuno di noi nel cammino faticoso sulla terra, per custodire e illuminare la Chiesa. Egli stesso ha voluto che essa sia sempre viva e presente per accompagnare gli uomini e raccoglierli in unità per presentarli al Padre.

Lo Spirito Santo, che egli manderà, renderà noi uomini, da deboli e timorosi come siamo, forti e coraggiosi, testimoni della sua bellezza e della sua verità e testimoni che soltanto lui è la vera salvezza completa ed eterna per tutti.

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Di questo ci parla anche San Paolo, ma soprattutto Gesù quando manda i suoi apostoli in tutto il mondo. La loro missione è necessaria per tutti i popoli, anche per quelli che si vantano di seguire religioni millenarie. Esse non migliorano la vita dell’uomo sulla terra e non lo preparano ad essere fratello dei sofferenti, non lo rendono capace di comunione e di pace e non gli danno salvezza. Gesù, seduto alla destra del Padre, è il vero dono per tutti, il sole che può illuminare e riscaldare tutti i popoli della terra, e far fruttificare i semi di bontà già deposti nei cuori di ogni uomo a qualunque popolo appartenga.

Grazie, Gesù, asceso al cielo: ti attendiamo, e prepariamo la tua venuta obbedendo alla tua parola!

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