fratel Guido Dotti – Commento al Vangelo di domenica 7 dicembre 2025

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Riconoscere lโ€™inatteso

Nella seconda domenica di Avvento lโ€™invito della Chiesa a prepararci alla venuta del Signore con un tempo di conversione ci viene rivolto attraverso una voce che grida, attraverso quel Giovanni Battista che non finiremo mai di conoscere nella sua qualitร  di Precursore del Cristo e di Amico dello Sposo.

Troppo spesso siamo tentati di rimuovere le esigenze di conversione radicale poste dal Battista affermando che egli si attendeva un Messia diverso da quello incarnato da Gesรน, quasi che โ€œlโ€™Elia che doveva venireโ€ (Mt 11,14) non abbia saputo cogliere la novitร  portata da Cristo. Ma compito dei profeti รจ testimoniare la veridicitร  e la fedeltร  di Dio che si realizza nonostante le infedeltร  del popolo: a volte, proprio per queste infedeltร , Dio รจ costretto a mutare atteggiamento per non venir meno alla parola data.

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รˆ il messaggio che ritroviamo anche nella prima lettura, il brano del Proto-Isaia sul โ€œgermoglio di Iesseโ€ (Is 11,1-10), pronunciato in una stagione in cui Israele, incurante della corruzione morale che lo affligge, cerca protezione nei potenti di questo mondo e non in Dio. La voce profetica tratteggerร  allora lโ€™atteso Messia sรฌ come discendente del re Davide โ€“ perchรฉ โ€œle promesse di Dio sono irrevocabiliโ€ (cf. Rm 11,29) โ€“ ma capace di agire in virtรน dellโ€™inabitazione in lui dello Spirito del Signore: cosรฌ eserciterร  la giustizia non per compiacere i potenti di turno, ma con equitร  verso i miseri e gli umili della terra. Solo in questo modo spunterร  unโ€™era di pace che avvolgerร  lโ€™intero creato, a cominciare dalla ritrovata armonia tra bestie selvatiche e animali domestici, tra cuccioli dโ€™uomo e serpenti velenosi.

Allora possiamo cercare nella seconda lettura (Rm 13,11-14) una chiave per cogliere la profonda continuitร  tra il Messia predicato dal Battista e la sua piena realizzazione in Gesรน che non contraddice nรฉ abolisce la Legge e i Profeti, ma li porta a compimento: Giovanni annuncia la veracitร  di Dio e Gesรน ne testimonia la misericordia; Giovanni ci parla della fedeltร  di Colui che ci ha creati e Gesรน ci narra lโ€™amore di Colui che ci puรฒ ricreare a ogni istante; Giovanni ci indica il cammino di ritorno al Padre e Gesรน ci testimonia lโ€™attesa impaziente di Dio; Giovanni ci invita con lโ€™esempio a fare frutti degni di conversione e Gesรน si presenta come il frutto dellโ€™eterna misericordia di Dio.

Giovanni in tutta la sua vita non ha fatto altro che precedere Gesรน, non solo nella nascita miracolosa e nellโ€™infanzia, ma in tutto il suo ministero pubblico, fino alla morte violenta. Il suo sguardo sul passato della storia di salvezza รจ stato talmente lucido da discernere con precisione e fedeltร  sia il cammino che andava intrapreso in un momento ben preciso, unico e irripetibile della storia di salvezza, sia il futuro che si stava preparando per lโ€™umanitร . Ritroviamo cosรฌ nei Vangeli immagini analoghe, ma lette da due prospettive diverse: quella dellโ€™incalzante appello alla conversione propria di Giovanni e quella della pazienza di Dio testimoniata dal Figlio. Cosรฌ non ci stupiamo se il Battista parla di una scure giร  posta alla radice dellโ€™albero (cf. Mt 3,10), mentre Gesรน รจ il vignaiolo che lavora attorno alla radice, la concima e ottiene una dilazione al taglio giร  deciso dal padrone della vigna (cf. Lc 13,9). Viene meno la contraddizione tra la minaccia che la pula venga โ€œbruciata nel fuoco inestinguibileโ€ (Mt 3,12) e lโ€™annuncio che, per ora, il grano e la zizzania continueranno a crescere insieme (cf. Mt 13,30). Scompare lโ€™incompatibilitร  tra il battesimo con acqua per la conversione e il battesimo in Spirito santo e fuoco (Mt 3,11) che rende possibile il ritorno al Padre. Nessuna contraddizione nรฉ incomprensione nรฉ incompatibilitร : Giovanni il Battista ha saputo cogliere lโ€™irrompere di Dio nella storia e lโ€™ha annunciato con tutta la forza di chi รจ certo che le promesse di Dio non vengono meno e che il tempo si รจ fatto breve.

Giovanni con il suo radicalismo profetico ci insegna ad aspettare con fede incrollabile un evento imprevedibile nei suoi contorni precisi. Il Battista ha atteso qualcuno senza poter conoscere il โ€œcomeโ€ della venuta del Messia, ha saputo cogliere la vicinanza del regno senza poterne indicare i confini, ha vissuto e praticato la conversione in piena coscienza dellโ€™inadeguatezza di qualsiasi risposta umana allโ€™amore di Dio. Cosรฌ facendo ha tutto predisposto affinchรฉ altri potessero mettersi alla sequela non sua ma di Colui che veniva dopo di lui: โ€œGiovanni stava ancora lร  con due dei suoi discepoli e, fissando la sguardo su Gesรน che passava, disse: โ€˜Ecco lโ€™agnello di Dio!โ€™. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare cosรฌ, seguirono Gesรนโ€ (Gv 1,35-37).

Allora anche la nostra fedeltร  agli impegni battesimali si misura sulla serietร  con cui ascoltiamo lโ€™appello quotidiano alla conversione, sulla prontezza con cui sappiamo cogliere lโ€™irrompere di Dio nelle nostre povere vite, sulla coscienza del nostro peccato con cui ci accostiamo a Colui che si fa vicino a noi nella sua misericordia.

Per gentile concessione del Monastero di Bose.
Immagine di copertina: frame video.

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