Riconoscere lโinatteso
Nella seconda domenica di Avvento lโinvito della Chiesa a prepararci alla venuta del Signore con un tempo di conversione ci viene rivolto attraverso una voce che grida, attraverso quel Giovanni Battista che non finiremo mai di conoscere nella sua qualitร di Precursore del Cristo e di Amico dello Sposo.
Troppo spesso siamo tentati di rimuovere le esigenze di conversione radicale poste dal Battista affermando che egli si attendeva un Messia diverso da quello incarnato da Gesรน, quasi che โlโElia che doveva venireโ (Mt 11,14) non abbia saputo cogliere la novitร portata da Cristo. Ma compito dei profeti รจ testimoniare la veridicitร e la fedeltร di Dio che si realizza nonostante le infedeltร del popolo: a volte, proprio per queste infedeltร , Dio รจ costretto a mutare atteggiamento per non venir meno alla parola data.
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ร il messaggio che ritroviamo anche nella prima lettura, il brano del Proto-Isaia sul โgermoglio di Iesseโ (Is 11,1-10), pronunciato in una stagione in cui Israele, incurante della corruzione morale che lo affligge, cerca protezione nei potenti di questo mondo e non in Dio. La voce profetica tratteggerร allora lโatteso Messia sรฌ come discendente del re Davide โ perchรฉ โle promesse di Dio sono irrevocabiliโ (cf. Rm 11,29) โ ma capace di agire in virtรน dellโinabitazione in lui dello Spirito del Signore: cosรฌ eserciterร la giustizia non per compiacere i potenti di turno, ma con equitร verso i miseri e gli umili della terra. Solo in questo modo spunterร unโera di pace che avvolgerร lโintero creato, a cominciare dalla ritrovata armonia tra bestie selvatiche e animali domestici, tra cuccioli dโuomo e serpenti velenosi.
Allora possiamo cercare nella seconda lettura (Rm 13,11-14) una chiave per cogliere la profonda continuitร tra il Messia predicato dal Battista e la sua piena realizzazione in Gesรน che non contraddice nรฉ abolisce la Legge e i Profeti, ma li porta a compimento: Giovanni annuncia la veracitร di Dio e Gesรน ne testimonia la misericordia; Giovanni ci parla della fedeltร di Colui che ci ha creati e Gesรน ci narra lโamore di Colui che ci puรฒ ricreare a ogni istante; Giovanni ci indica il cammino di ritorno al Padre e Gesรน ci testimonia lโattesa impaziente di Dio; Giovanni ci invita con lโesempio a fare frutti degni di conversione e Gesรน si presenta come il frutto dellโeterna misericordia di Dio.
Giovanni in tutta la sua vita non ha fatto altro che precedere Gesรน, non solo nella nascita miracolosa e nellโinfanzia, ma in tutto il suo ministero pubblico, fino alla morte violenta. Il suo sguardo sul passato della storia di salvezza รจ stato talmente lucido da discernere con precisione e fedeltร sia il cammino che andava intrapreso in un momento ben preciso, unico e irripetibile della storia di salvezza, sia il futuro che si stava preparando per lโumanitร . Ritroviamo cosรฌ nei Vangeli immagini analoghe, ma lette da due prospettive diverse: quella dellโincalzante appello alla conversione propria di Giovanni e quella della pazienza di Dio testimoniata dal Figlio. Cosรฌ non ci stupiamo se il Battista parla di una scure giร posta alla radice dellโalbero (cf. Mt 3,10), mentre Gesรน รจ il vignaiolo che lavora attorno alla radice, la concima e ottiene una dilazione al taglio giร deciso dal padrone della vigna (cf. Lc 13,9). Viene meno la contraddizione tra la minaccia che la pula venga โbruciata nel fuoco inestinguibileโ (Mt 3,12) e lโannuncio che, per ora, il grano e la zizzania continueranno a crescere insieme (cf. Mt 13,30). Scompare lโincompatibilitร tra il battesimo con acqua per la conversione e il battesimo in Spirito santo e fuoco (Mt 3,11) che rende possibile il ritorno al Padre. Nessuna contraddizione nรฉ incomprensione nรฉ incompatibilitร : Giovanni il Battista ha saputo cogliere lโirrompere di Dio nella storia e lโha annunciato con tutta la forza di chi รจ certo che le promesse di Dio non vengono meno e che il tempo si รจ fatto breve.
Giovanni con il suo radicalismo profetico ci insegna ad aspettare con fede incrollabile un evento imprevedibile nei suoi contorni precisi. Il Battista ha atteso qualcuno senza poter conoscere il โcomeโ della venuta del Messia, ha saputo cogliere la vicinanza del regno senza poterne indicare i confini, ha vissuto e praticato la conversione in piena coscienza dellโinadeguatezza di qualsiasi risposta umana allโamore di Dio. Cosรฌ facendo ha tutto predisposto affinchรฉ altri potessero mettersi alla sequela non sua ma di Colui che veniva dopo di lui: โGiovanni stava ancora lร con due dei suoi discepoli e, fissando la sguardo su Gesรน che passava, disse: โEcco lโagnello di Dio!โ. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare cosรฌ, seguirono Gesรนโ (Gv 1,35-37).
Allora anche la nostra fedeltร agli impegni battesimali si misura sulla serietร con cui ascoltiamo lโappello quotidiano alla conversione, sulla prontezza con cui sappiamo cogliere lโirrompere di Dio nelle nostre povere vite, sulla coscienza del nostro peccato con cui ci accostiamo a Colui che si fa vicino a noi nella sua misericordia.
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
Immagine di copertina: frame video.
