Se la vostra vita interiore fosse un edificio, quale edificio sarebbe, e perché? Forse come una casetta, o un palazzo, o una cattedrale? Fermatevi un istante: come vi sentite interiormente, in questo momento della vostra vita?
Il nostro edificio interiore, la nostra spiritualità, non è semplicemente il frutto del caso, non è una questione genetica, ma è in gran parte qualcosa che costruiamo noi giorno per giorno, con le nostre scelte e con le nostre azioni, con quello che ascoltiamo e quello che diciamo.
Molte volte Gesù usa la metafora della casa per indicare la nostra vita interiore, e ci dice che deve essere una casa costruita sulla roccia, vale a dire costruita con l’ascolto della Parola di Dio e con le opere buone che decidiamo di fare.
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E oggi Gesù va ancora più a fondo con un’altra immagine: ci dice che la nostra casa può essere una fortezza, un palazzo sicuro, con le mura spesse e con i soldati alle porte, ma ancora non è sufficiente. Infatti c’è sempre il rischio che si intrufoli un demonietto e che dall’interno ne faccia entrare altri sette, ancora peggiori di lui. E così ci troviamo ad avere un bellissimo palazzo, ma non siamo più noi i veri padroni, perché questi demoni ci legano e ci fanno fare quello che vogliono loro.
Potrebbe sembrare una favola per bambini, ma in realtà molte persone hanno costruito cose bellissime nella loro vita, e tuttavia hanno perso la libertà interiore: è come se la loro esistenza fosse guidata da una forza oscura che si muove nel segreto.
È un rischio reale, e tutti noi siamo oggi invitati a vigilare anche sui piccoli demonietti che cercano di insinuarsi. E se abbiamo già commesso l’errore di lasciarli entrare, oggi è il giorno per chiedere aiuto a Dio: è ora di cominciare a lottare per ritornare ad essere padroni di noi stessi.
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