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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 8 novembre 2025

Non potete servire Dio e la ricchezza.” È un richiamo diretto e concreto, perché Gesù conosce bene il cuore umano e sa quanto facilmente possiamo essere attirati dal desiderio di possedere, di controllare, di accumulare.

Ci invita a usare il denaro — e tutto ciò che abbiamo — non come padroni avidi, ma come servitori intelligenti. Il denaro in sé non è il problema; il problema nasce quando diventa il nostro padrone, quando ci acceca, ci allontana dagli altri, e ci rende ciechi davanti a Dio.

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Il Vangelo ci chiama a essere fedeli nelle piccole cose: anche nei gesti quotidiani, nel modo in cui gestiamo ciò che abbiamo, si rivela il nostro cuore. Chi è fedele nelle piccole cose sarà affidabile anche in quelle grandi.

Viviamo in un tempo in cui il valore di una persona spesso viene misurato da ciò che possiede, da ciò che mostra, e dalla sua produttività. Ma Dio guarda il cuore. E sa se stiamo veramente cercando Lui o solo il nostro tornaconto.

Siamo chiamati a fare delle nostre ricchezze — materiali, affettive, spirituali — uno strumento per amare, per condividere, per costruire relazioni vere. Solo così, troveremo libertà e pace. E allora coraggio, fratelli e sorelle, mettiamoci al servizio di Dio, al servizio del bene, e non lasciamoci schiavizzare dalla avidità.