Oggi Gesù dice a Pietro, che aveva appena intuito che Gesù è il Figlio del Dio vivente: “Beato sei tu, Simone, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli”.
Questa rivelazione è potente e straordinaria, e richiama alla mente ciò che Giovanni evangelista scrive all’inizio del suo Vangelo: “A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati”.
Queste parole, cari amici, ci riguardano profondamente. Gesù ci sta comunicando una verità meravigliosa, che troppo spesso perdiamo di vista: chiunque crede che Gesù Cristo è il Signore è una persona nuova. La fede ci rigenera, ci trasforma in figli di Dio.
Questa è la nuova alleanza che Dio ha stabilito con l’umanità: non è più fondata sui legami di sangue, come credeva il popolo ebraico, che si riteneva eletto per il legame ancestrale con Abramo. No, è la fede che ci rende figli di Dio.
Ma non fraintendiamo questa affiliazione divina. Essere figli di Dio non ci conferisce alcun privilegio terreno. Non significa avere vantaggi speciali o essere esenti dalle difficoltà della vita. Essere figli di Dio significa avere una nuova identità, una nuova speranza, una nuova forza che ci accompagna nelle tribolazioni e nelle gioie della vita.
Riflettiamo su questo dono incredibile. La nostra fede non solo ci avvicina a Dio, ma ci trasforma nel profondo, dandoci la capacità di affrontare le sfide con coraggio e amore. Ogni giorno, siamo chiamati a vivere come figli di Dio, a manifestare con le nostre azioni la luce di Cristo, a portare amore, speranza e guarigione nel mondo.
Questa è la nostra missione, questa è la nostra chiamata. Che ognuno di noi possa sentire la presenza viva di Dio nei propri cuori e lasciarsi trasformare dalla Sua grazia.
