Gesù, nella parabola dell’amministratore disonesto, sorprende i suoi ascoltatori lodando l’astuzia di quest’uomo. Non lo approva per la sua disonestà, ma per la sua capacità di agire con prontezza e intelligenza in una situazione di crisi. In poche parole: ha saputo muoversi, ha saputo reagire.
Il messaggio per noi è molto attuale. Quante energie investiamo ogni giorno per risolvere problemi materiali, per far quadrare i conti, per organizzare la nostra vita lavorativa e familiare! Usiamo ingegno, pianificazione, strategia… ma quando si tratta della nostra vita spirituale, delle relazioni più profonde, o della nostra amicizia con Dio, spesso lasciamo tutto al caso, alla stanchezza, al “quando avrò tempo”.
- Pubblicità -
Gesù ci invita invece a essere astuti nel bene: a usare la stessa intelligenza, la stessa prontezza e creatività, non per interessi personali, ma per fare spazio a ciò che conta davvero. Per cercare il bene nostro e degli altri.
Viviamo in un mondo che spesso ammira chi è furbo per sé, chi sa “sistemarsi” bene. Il Vangelo ci chiede un altro tipo di furbizia: quella di chi costruisce relazioni vere, di chi sa perdonare, di chi investe sul futuro eterno.
In fondo, la vera saggezza è vivere oggi con lo sguardo rivolto al cielo, facendo il bene con tutto l’impegno e la passione che usiamo per il resto.
