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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 7 Marzo 2025

I discepoli di Giovanni chiedono a Gesù perché i suoi non digiunano. Gesù risponde che il digiuno ha senso nei momenti di lontananza da Lui, non quando Lui è presente. Con questo, ci insegna che sacrifici e rinunce non sono mai fine a sé stessi, ma un modo per avvicinarci a Dio, specialmente nei momenti in cui la sua presenza ci sembra lontana.

Pensiamo alle apparizioni di Fatima. La Madonna chiese ai tre pastorelli di offrire sacrifici per i peccatori e per riparare il male del mondo. Quei bambini, pur piccoli, hanno capito che anche le cose più semplici, come un piccolo digiuno o una sofferenza, possono essere offerte a Dio per amore. Ogni loro rinuncia era una preghiera concreta, un modo per dire: “Gesù, questo è per Te e per chi ne ha più bisogno.”

Anche noi possiamo fare lo stesso nella vita di tutti i giorni. Un problema al lavoro, una giornata pesante, o una fatica che dobbiamo affrontare… tutto può diventare un’offerta a Dio. Non serve cercare grandi sacrifici, basta trasformare quello che già viviamo in un gesto d’amore. Possiamo dire: “Gesù, questa fatica è per Te, per le persone che soffrono o per chi si è allontanato da Te.”

La Madonna a Fatima ci ha chiesto proprio questo: offrire a Dio con il cuore le nostre difficoltà, trasformandole in qualcosa di bello e utile. Non è un peso, ma un modo per sentirci vicini a Gesù e per aiutare gli altri.

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