il Vangelo ci mostra un meccanismo che conosciamo bene. Tutto comincia con una seduzione sottile: una festa, il potere, gli applausi, lo sguardo degli altri. Erode si sente forte, importante, al centro della scena. Il mondo spesso fa così: ci promette successo, libertà, piacere immediato. Ci fa sentire vivi, riconosciuti, desiderati.
Ma poi arriva il momento della verità. Per non perdere la faccia, per non deludere chi guarda, Erode sacrifica Giovanni. La seduzione diventa ricatto. Ciò che sembrava leggero e divertente finisce per chiedere un prezzo altissimo: la testa del profeta, cioè la verità, la coscienza, la libertà interiore. Il mondo prima accarezza, poi stringe. Prima promette, poi toglie.
Giovanni Battista, invece, non seduce nessuno. Non cerca consenso, non protegge se stesso. Dice la verità e basta. E perde la testa, ma non perde se stesso. Erode la salva, ma perde l’anima.
Questo Vangelo ci aiuta a diventare più consapevoli: non tutto ciò che brilla ci fa bene, non ogni promessa porta vita. Ci invita a chiederci: chi sto cercando di compiacere? Che prezzo sto pagando per stare tranquillo, per essere accettato, per non disturbare?
È una parola che ci motiva a scegliere ciò che dà vita vera: la verità, la coerenza, la libertà del cuore. Anche quando costa. Perché perdere qualcosa per il Vangelo è sempre meno grave che perdere se stessi.
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