fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 4 Dicembre 2023

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Un centurione chiede a Gesรน la guarigione del suo servo e gli dice: Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma diโ€™ soltanto una parola e il mio servo sarร  guarito.

Parole molto simili a quelle che noi diciamo in ogni celebrazione della Eucarestia: O Signore non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di soltanto una parola ed io sarรฒ salvato. Perรฒ ecco un fatto che potrebbe crearci un poโ€™ di perplessitร : il centurione chiede a Gesรน di dire soltanto una parola, e quella parola arriva, Gesรน risponde.

Mentre noi gli chiediamo di dire soltanto una parola e noi saremo salvati, ma quella parola non arriva, non udiamo nessuna parola che viene dal cielo. Vi siete mai chiesti come mai? La risposta di Dio in quel momento non รจ una risposta che si possa udire con le orecchie, รจ invece una risposta che si puรฒ vedere con gli occhi.

In quel momento, infatti, il sacerdote alza lโ€™Eucarestia, รจ lโ€™Eucarestia la risposta di Dio, รจ Gesรน presente nellโ€™Eucarestia la parola di Dio che noi attendiamo. Quando noi chiediamo a Dio una conferma del suo desiderio di salvarci, la risposta piรน importante รจ fatta non di parole, ma รจ Gesรน stesso la parola di Dio, che ha dato la sua vita per noi.

In Gesรน noi troviamo la parola definitiva di Dio che esprime il suo amore verso di noi. Gesรน ci dice: guardami, non vedi che ho dato la mia vita per te?

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