A volte nella vita arrivano momenti in cui tutto sembra andare storto, i momenti bui, di tempesta. Facciamo del nostro meglio, ma le onde si alzano, il vento ci spaventa, e dentro di noi nasce una domanda che forse non abbiamo il coraggio di dire ad alta voce, ma che sentiamo chiaramente nel cuore: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?»
È la stessa domanda dei discepoli, la stessa paura di chi si sente piccolo davanti a una tempesta più grande di lui.
Eppure, ogni volta che Gesù entra nella nostra vita, anche solo con una piccola parola, succede qualcosa di sorprendente: la paura si placa, il rumore diminuisce, il cuore ritrova un punto fermo. Non perché la tempesta sparisca subito, ma perché non siamo più soli nella barca.
Allora forse oggi possiamo ricordarci questo: la fede non è non avere paura, ma sapere a chi gridare quando abbiamo paura.
E quando lo facciamo, scopriamo che Gesù non dorme mai davvero: è lì, pronto a rialzarci, a darci forza, a dirci: «Coraggio, la tempesta non avrà l’ultima parola.»
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E noi possiamo ripartire più sereni, certi che anche dalle onde più alte può nascere un cammino nuovo. Oggi mandiamo un grande abbraccio a tutte le persone che si sentono perdute, e vi ricorderemo tutti insieme nella preghiera. Coraggio, non temere, Gesù ti è accanto.
