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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 30 giugno 2026

Ci sono momenti in cui sembra che tutto si metta contro di noi. Le onde si alzano, il vento soffia forte, e dentro di noi nasce una domanda: “Ma dove sta Dio?”. È la stessa scena del Vangelo: i discepoli sono nella barca, il mare è in tempesta… e Gesù dorme.

E lì nasce lo scoraggiamento. Non solo per il problema, ma perché sembra che Dio non intervenga. Il male ci appare più forte, più deciso, quasi inevitabile. Come se la storia fosse già scritta e noi non potessimo farci nulla.

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Ma il Vangelo ci sorprende. Gesù si alza, comanda al vento e al mare… e tutto si placa. Non perché la tempesta non fosse reale, ma perché la presenza di Gesù è altrettanto reale, ed è più forte.

E forse è proprio questo il punto: noi guardiamo le onde, Gesù guarda oltre. Noi vediamo il caos, Lui vede già la pace che può nascere. La fede non è non avere tempeste, ma sapere che nella barca non siamo soli.

Allora, quando tutto sembra perduto, prova a fare come i discepoli: non scappare, non chiuderti… sveglia Gesù. Chiamalo dentro la tua paura, dentro la tua fatica. Anche una preghiera semplice, quasi gridata, è già un atto di fede.

E ricordati: nessuna tempesta è più forte della presenza di Dio nella tua vita. Il male può alzare la voce, ma davanti a Dio deve tacere.
Coraggio. La barca può tremare… ma non affonda, perché Gesù è con te.

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