Gesรน vede due uomini che si avvicinano a Lui con desideri apparentemente buoni: uno vuole seguirlo dovunque andrร , lโaltro chiede solo di seppellire prima suo padre.
Ma Gesรน risponde con parole scomode:
โLe volpi hanno le tane, ma il Figlio dellโuomo non ha dove posare il capo.โ
โSeguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti.โ
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Ci colpisce la radicalitร delle sue parole. Non cโรจ spazio per rimandare, non ci sono garanzie di comoditร o sicurezze umane. Seguire Gesรน significa lasciare tutto, anche le cose piรน giuste, anche gli affetti piรน cari, se diventano un ostacolo alla sequela.
Ma non รจ una chiamata a disumanizzarci. ร un invito a fidarci. A credere che proprio attraverso le sfide, i distacchi e le fatiche, si purifica il nostro amore per Lui. Non perchรฉ il discepolato sia un peso, ma perchรฉ รจ un cammino libero, e la libertร costa.
Quante volte, anche noi, vorremmo seguire Gesรน solo se le cose vanno bene, solo quando ci sentiamo forti, o solo dopo aver sistemato la nostra vita. Ma Gesรน ci chiama ora, cosรฌ come siamo, e ci invita ad affrontare le difficoltร con coraggio, come parte essenziale del nostro cammino con Lui.
Le sfide della fede non sono ostacoli da evitare, ma passaggi che ci formano. Sono le pietre su cui poggiamo i piedi per avanzare. E quando ci sentiamo stanchi, senza un posto dove “posare il capo”, possiamo essere certi che Gesรน รจ con noi. Lui sta facendo questo cammino insieme a noi.
