Gesù ci racconta la storia di un padrone che affida ai suoi servi dei talenti, cioè delle monete preziose. Due li fanno fruttare, uno invece, per paura, lo nasconde sottoterra. Alla fine, il padrone rimprovera il fannullone, ma non perché ha avuto poco, ma perché non ha fatto nulla con quello che aveva.
Quante volte anche noi, nella vita di tutti i giorni, sotterriamo i nostri talenti? Per paura di sbagliare, di essere giudicati, o semplicemente per pigrizia, scegliamo la strada più sicura: non provarci. Rimandiamo un’idea, evitiamo una responsabilità, teniamo per noi una parola buona che poteva aiutare qualcuno. Ma Dio non ci chiede di essere perfetti o di avere successo: ci chiede di fidarci e di muoverci. Anche un piccolo passo, fatto con amore, ha valore.
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La buona notizia è che non è mai troppo tardi per iniziare a far fruttare i doni ricevuti. Anche oggi possiamo farlo, con gesti semplici: un ascolto sincero, un aiuto concreto, un progetto in cui muoviamo il primo passo.
