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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 3 Settembre 2025

Le folle non volevano lasciarlo andare. Avevano trovato in Gesù una luce, una speranza, una presenza che dava senso alla loro vita. E chi, al loro posto, non avrebbe fatto lo stesso? Quando qualcosa ci fa bene, vorremmo trattenerlo per sempre. Ma Gesù, con dolcezza e decisione, risponde: “È necessario che io annunci la buona notizia del Regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato.”

Gesù ci insegna una verità profonda: la vita non è fatta per essere trattenuta, ma donata. Non è fatta per restare fermi, ma per andare. Lui sa qual è la sua missione, e non si lascia fermare neanche dall’affetto della folla. Sa che la sua chiamata non è solo per “qualcuno”, ma per “tutti”.

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Anche noi, come Gesù, siamo mandati. Non siamo qui per caso. C’è un motivo per cui siamo nati proprio in questo tempo, in questa famiglia, in questo luogo. La nostra missione non è identica a quella degli altri, ma è altrettanto preziosa. Può essere parlare con amore, seminare pace, dare coraggio a chi è stanco, testimoniare la fede anche solo con la nostra presenza silenziosa.

La missione non è qualcosa di eccezionale che si fa una volta nella vita. È la fedeltà quotidiana a ciò che Dio ci affida oggi. È scegliere l’amore ogni volta che potremmo chiuderci. È camminare, anche quando vorremmo solo restare.

Allora possiamo chiederci: Perché sono stato mandato io? E ogni giorno, nel cuore, ascoltiamo la risposta di Dio.
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