Viviamo in un tempo in cui si è smarrito il senso del sacro. Tutto sembra avere un prezzo, ma nulla ha più valore. Lo vediamo nella vita, spesso calpestata, e nel cibo, sprecato senza pensiero.
Ogni giorno tonnellate di pane finiscono nella spazzatura, quel pane che un tempo si baciava se cadeva a terra, perché rappresentava la vita stessa, il dono di Dio e la fatica dell’uomo. Quando il pane perde il suo valore, anche la vita perde la sua sacralità, e il cuore si indurisce.
- Pubblicità -
Nel Vangelo di Matteo Gesù, vedendo la folla affamata, non rimane indifferente: “Sento compassione per la folla… non voglio rimandarli digiuni”. E spezzando sette pani e pochi pesci, sfama tutti. In quel gesto c’è il cuore di Dio: la vita e il cibo sono sacri, non perché rari, ma perché condivisi.
Forse il mondo cambierà davvero solo quando ricominceremo a guardare il pane con gratitudine e la vita con rispetto. Ogni volta che non sprechiamo, che condividiamo, che ringraziamo, il miracolo della moltiplicazione dei pani si rinnova in noi. E allora anche la nostra esistenza, come quei pani benedetti da Gesù, diventa nutrimento per chi ci sta accanto.
