A volte ci diciamo umili… ma non è vera umiltà: è paura. Paura di esporsi, di sbagliare, di deludere qualcuno. Allora ci nascondiamo dietro frasi come: “Non sono capace”, “Non è il mio posto”, “Ci sono altri migliori di me”. E intanto i doni che Dio ci ha messo nel cuore rimangono chiusi, come una lampada messa sotto a un secchio.
Gesù oggi ci provoca proprio su questo: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto?»
È come se dicesse: “Quello che ho messo dentro di te non è per essere nascosto. È per brillare.”
La vera umiltà non è farsi piccoli per paura, ma riconoscere che ciò che abbiamo è un dono. E i doni non si sotterrano: si condividono. La falsa umiltà spegne la luce; la vera umiltà la lascia uscire, non per vanità, ma per amore.
Forse oggi il Signore ci sta chiedendo una cosa semplice: “Lascia che la tua luce si veda un po’ di più. Non nasconderla.”
Cerchiamo di fare con amore, con passione le nostre opere buone, il nostro lavoro, la nostra vita famigliare e comunitaria, mettiamo in ogni cosa la luce della nostra fede.
Allora coraggio: non nascondere più la lampada. Accogli i talenti che hai ricevuto e lasciali brillare. La tua luce, piccola o grande che sia, quando la condividi può scaldare e illuminare qualcuno.
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