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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 26 Maggio 2025

Gesù ci parla del Consolatore, lo Spirito della verità, che il Padre manderà nel suo nome. Dice: “Anch’egli darà testimonianza di me; e anche voi mi renderete testimonianza”. Ma subito dopo, aggiunge parole forti: “Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi”.

Gesù sa bene quanto sia difficile essere suoi testimoni nel mondo. E sa che, da soli, non ce la facciamo. Sa che arriveranno momenti in cui ci sentiremo smarriti, falliti, incapaci di vivere ciò che proclamiamo. E forse già ci sentiamo così: delusi da noi stessi, stanchi di cadere sempre negli stessi errori, intimiditi da un mondo che sembra non capire o non voler ascoltare.

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Ma proprio qui Gesù ci invita a non avere paura del nostro limite. Non ci chiama perché siamo forti, ma perché siamo disponibili. Il nostro fallimento non è un ostacolo per Dio, se lo riconosciamo con umiltà. Anzi, è il terreno buono su cui lo Spirito può posarsi. È proprio quando ammettiamo di non farcela che possiamo aprirci al dono più grande: la consolazione dello Spirito.Abbi

amo bisogno di Lui. Non per diventare “perfetti”, ma per rimanere fedeli. Non per apparire forti, ma per essere veri. Abbiamo bisogno dello Spirito Santo perché, senza di Lui, le nostre parole sono vuote, la nostra testimonianza è fragile, la nostra gioia si spegne.

Allora oggi, con semplicità, diciamo: Vieni, Spirito Santo. Non per renderci grandi, ma per sostenerci nella piccolezza. Non per esaltarci, ma per consolarci. Non per darci ragione, ma per darci amore.
Senza di Te, non ce la facciamo.

Con Te, possiamo anche cadere… ma non smetteremo mai di rialzarci.

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