fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 26 Gennaio 2026

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Oggi la Chiesa non è più itinerante come nei primi tempi. Non vive più spostandosi di villaggio in villaggio come gli apostoli, ma si è organizzata in parrocchie, orari, strutture, uffici. È un cambiamento naturale della storia: quando una comunità cresce, cerca stabilità. Ma il rischio è dimenticare che il Vangelo non nasce in un ufficio parrocchiale, nasce in cammino, da cuore a cuore.

E quell’antico stile missionario non è affatto perduto. Può diventare di nuovo vivo ogni volta che un cristiano incontra qualcuno con uno spirito di pace.
Gesù dice: «Pace a questa casa! Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.»

È un’immagine bellissima: tu porti la pace dove vai, la offri senza forzare, senza pretendere di essere capito. Se trova un cuore aperto, la pace entra. Se non trova accoglienza, non si perde: ritorna a te. Non rimani svuotato.

E così, anche se non siamo più “itineranti” come la Chiesa delle origini, ogni giorno entriamo in tante “case”: una conversazione, un commento, una visita, un messaggio, un volto incontrato per caso. Ogni volta puoi scegliere di portare la pace o di portare il peso delle tue reazioni.
E io comincio subito a mettere in pratica questa parola dicendo a voi che mi ascoltate: “Pace a questa casa. La pace sia con voi”

E provate anche voi a portare pace a qualcuno, proviamo a condividere parole di pace.

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