- Pubblicità -

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 26 Febbraio 2025

Giovanni si avvicina a Gesù e gli dice: “Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva.” La risposta di Gesù sorprende: “Non glielo impedite, perché chi non è contro di noi è per noi.”

Questa scena ci invita a uscire dai confini stretti delle nostre abitudini, delle nostre convinzioni e, a volte, persino dei nostri giudizi. È naturale voler delimitare ciò che sentiamo come “nostro”, ma Gesù ci insegna che la grazia di Dio non conosce confini. Essa opera anche dove noi non ci aspettiamo, attraverso persone, situazioni e strade che possono sembrarci lontane o diverse dalle nostre.

Riconoscere la grazia di Dio significa avere uno sguardo umile e aperto, capace di vedere il bene che si compie attorno a noi, anche se non è frutto diretto del nostro agire. Questo atteggiamento ci libera dalla tentazione di sentirci unici portatori della verità e ci spinge a collaborare, con spirito di comunione, a un progetto più grande di noi.

Ma c’è un secondo messaggio fondamentale: sentirci unti in una missione. Ognuno di noi, nel battesimo e nella vita quotidiana, è chiamato a essere segno dell’amore di Dio nel mondo. Questa benedizione non è privilegio, ma responsabilità: siamo inviati a servire il bene, la giustizia e la verità, ovunque ci troviamo.

Non importa quanto piccole possano sembrare le nostre azioni; ogni gesto compiuto nel nome di Cristo ha il potere di trasformare il mondo. Cerchiamo davvero di fare qualcosa di buono che vada oltre le nostre abitudini, cerchiamo di fare un gesto di amore nel nome di Gesù.

Fonte