Quando Gesù salì sul monte e chiamò a sé i Dodici, tra quei nomi c’è anche Giuda Iscariota. È sorprendente: Gesù conosceva il cuore di ciascuno, i limiti, le fragilità, persino le possibili cadute. Eppure, li ha chiamati tutti. Nessuno escluso. Il Vangelo non ci ricorda Giuda per farci paura, ma per mostrarci la pazienza e la fiducia di Gesù verso ogni persona.
E qui possiamo riconoscerci. Anche noi abbiamo zone d’ombra, incoerenze, momenti in cui scegliamo male. Ma questo non significa che siamo destinati a ripetere la storia di Giuda. Al contrario, il Vangelo ci invita a comprendere che ogni giorno abbiamo la possibilità di rispondere diversamente.
Quando senti che una scelta rischia di portarti fuori strada, fermati e ricordati che Gesù ti chiama per un cammino di vita, non di perdizione. Non sei definito dai tuoi errori, ma dalle decisioni che puoi prendere oggi. Puoi chiedere luce, forza, un cuore più sincero.
Il Vangelo non ci mostra Giuda come un destino inevitabile, ma come un avvertimento e allo stesso tempo una chiamata alla libertà: se vuoi puoi scegliere il male, ma tu puoi anche scegliere il bene, puoi restare vicino a Gesù, puoi iniziare di nuovo.
E il Signore, che ti conosce e ti ama, non smette mai di credere in te.
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