- Pubblicità -

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 23 Gennaio 2025

Da ogni parte arrivano malati e sofferenti, spinti dalla speranza che Gesù possa toccarli e liberarli dai loro mali. Gesù non si sottrae a questo bisogno, ma si lascia avvicinare, guarisce e dona sollievo.

Pensare a Gesù come guaritore tocca profondamente il mio cuore. Perché Gesù non è solo colui che guarisce il corpo, ma anche il medico delle nostre anime. Le sue mani, che sanano le ferite fisiche, sono le stesse che vogliono toccare e risanare le mie ferite interiori: quelle provocate dal peccato, dal dolore, dalla solitudine e dalla mancanza di speranza. Gesù mi ha guarito nel momento della mia conversione, e mi guarisce ogni volta che torno a lui chiedendogli perdono.

Gesù non guarisce per semplice compassione, ma per mostrarci che Dio è vicino, che si prende cura di noi. Ogni guarigione è un segno del suo amore infinito e un invito a fidarmi di Lui. Quando riconosco Gesù come mio guaritore, capisco che non devo portare da solo il peso delle mie sofferenze: posso affidargli le mie ferite, le mie fragilità, tutto ciò che dentro di me sembra spezzato o perduto.

Essere guariti da Gesù non significa sempre vedere scomparire i miei problemi o le mie malattie. A volte, la guarigione che mi dona è più profonda: è la pace del cuore, la forza di andare avanti, la certezza che non sono mai solo. Gesù non promette una vita senza difficoltà, ma offre qualcosa di ancora più grande: la Sua presenza costante accanto a me, come medico e compagno di viaggio.

Fonte