Il Vangelo di Giovanni ci racconta la moltiplicazione dei pani e dei pesci, un episodio che parla non solo del potere di Gesù, ma anche della nostra paura di non avere abbastanza.
Filippo, vedendo la folla affamata, si lascia scoraggiare: “Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?” (Gv 6,5). Anche Andrea sembra rassegnato: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?” (Gv 6,9).
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Quante volte ci sentiamo così? Guardiamo il mondo intorno a noi, vediamo le ingiustizie, le povertà materiali e spirituali, e ci convinciamo che il nostro piccolo aiuto non serva a nulla. Il rischio è quello di restare immobili, paralizzati dall’idea che ciò che abbiamo sia insufficiente.
a Gesù ci mostra un’altra strada. Non chiede agli apostoli di risolvere il problema con i loro mezzi, ma di mettere a disposizione quel poco che c’è. Il miracolo nasce dalla condivisione, dalla fiducia che, nelle mani di Dio, anche ciò che sembra insignificante può diventare abbondante.
Questa pagina di Vangelo ci invita a non lasciarci bloccare dalla paura di non poter fare abbastanza. Ognuno di noi ha qualcosa da offrire, fosse anche solo un gesto, un po’ di tempo, una parola di conforto. Se abbiamo il coraggio di mettere nelle mani di Gesù quel poco che abbiamo, Lui saprà moltiplicarlo.
Il vero miracolo è scoprire che, quando smettiamo di trattenere per paura di non avere abbastanza, accade qualcosa di inaspettato: ciò che sembrava poco diventa un dono per molti.
