Gesรน dice: ยซA chi ha, sarร dato; invece, a chi non ha, sarร tolto anche quello che haยป (Lc 19,26).
Queste parole possono sembrare dure, ma racchiudono una veritร profonda sulla vita.
Pensiamo a una persona che coltiva ogni giorno un piccolo talento, ad esempio suonare la chitarra. Anche se allโinizio conosce solo pochi accordi, se continua a esercitarsi con costanza, la sua capacitร crescerร , e col tempo potrร persino insegnare agli altri. Quello che โhaโ โ il suo impegno, la sua dedizione โ porta a ricevere ancora di piรน.
Al contrario, chi non coltiva quello che ha ricevuto, finisce per perderlo. Se uno smette di allenarsi, le dita diventano rigide, la memoria musicale svanisce, e alla fine non rimane quasi nulla. Lo stesso accade con la fede, con le relazioni, con i doni spirituali: se non li nutriamo con amore e perseveranza, lentamente si spengono.
Il Vangelo ci invita a non sprecare i doni ricevuti, ma a farli fruttare. Non conta se sono grandi o piccoli: Dio non ci chiede quantitร , ma fedeltร . Ogni piccolo passo, ogni gesto, ogni impegno รจ un seme che cresce. Cosรฌ, quello che โabbiamoโ diventa benedizione per noi e anche per gli altri.
