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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 19 Agosto 2025

“Difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli”. Questa frase di Gesù è forte, diretta, e ci mette in guardia. Ma attenzione: non è rivolta solo a chi possiede grandi ricchezze materiali. È un ammonimento che vale per tutti. Anche per me, che sono un frate e che, almeno esternamente, ho lasciato tutto. Ma interiormente? Il mio cuore è davvero libero?

Perché si può essere poveri fuori… e attaccati dentro. Si può non avere niente… ma desiderare tutto. Si può vivere in un convento… e avere il cuore pieno di pretese, di orgoglio, di desideri di possesso e di riconoscimento.

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Il “ricco” di cui parla Gesù è colui che si sente autosufficiente, che costruisce la sua sicurezza su ciò che ha, su ciò che sa, su ciò che fa. È colui che fa fatica a fidarsi di Dio perché ha già messo la sua fiducia altrove.
Per entrare nel Regno dei cieli, invece, occorre essere poveri in spirito, come ci insegna la prima beatitudine. E questo significa avere un cuore spoglio, disponibile, pronto a lasciare tutto per seguire Gesù.

Anche noi, oggi, siamo chiamati a fare una verifica: da cosa dipende davvero il mio cuore? Quali sono le mie “ricchezze interiori”? Quali sono quelle cose che faccio fatica a lasciare? Il bisogno di avere sempre ragione, il desiderio di piacere, la paura di non contare nulla…?

Il Regno dei cieli è per chi si lascia liberare. Per chi lascia andare. Per chi lascia entrare Dio.
E allora, Signore, continua a spogliarmi, continua a liberarmi. Perché solo chi è povero nel cuore… è davvero ricco di Te.