Alcune persone, ancora oggi, sembrano essere sempre pronte a trovare un motivo per non lasciarsi toccare dal bene. Hanno un giudizio per tutto e per tutti. Se qualcuno è troppo serio, lo criticano perché è rigido. Se qualcun altro è troppo gioioso, lo attaccano perché lo considerano superficiale. Ma dietro questa attitudine si nasconde spesso una chiusura del cuore.
Quando il cuore è bloccato, quando manca il desiderio sincero di cercare la verità, ogni scusa diventa buona per non cambiare. E allora nessuna voce riesce a toccare davvero. Né quella che invita alla penitenza, né quella che annuncia la gioia del Vangelo.
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La riflessione di oggi ci aiuta a guardarci dentro: siamo disponibili ad accogliere ciò che è buono anche se non viene come ce lo aspettiamo? Siamo capaci di riconoscere la presenza di Dio anche in forme nuove, magari fuori dai nostri schemi?
Oppure siamo diventati freddi e indifferenti a tutto? La vera sapienza – ci ricorda Gesù – si riconosce dai frutti. E se qualcosa porta amore, pace, verità, forse è il momento di smettere di giudicare… e cominciare ad ascoltare. E attorno a noi c’ molto male che dovrebbe spingerci a piangere, ma anche molto bene di cui dobbiamo saper gioire.
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