Nel Vangelo si racconta di Gesù che vede un uomo, Levi, seduto al banco delle imposte, e gli dice semplicemente: “Seguimi”. Levi si alza, lascia tutto e cambia vita. Non fa grandi discorsi, non chiede garanzie: si fida.
Abbiamo ascoltato questo brano tante volte. Lo conosciamo, lo sentiamo leggere in chiesa. Eppure, molto spesso, la nostra vita continua come prima: stessi ritmi frenetici, stessi nervosismi, stesso modo di reagire alle persone, stessi compromessi quotidiani.
Sant’Antonio, invece, ha preso il Vangelo sul serio. Non lo ha ascoltato come una bella storia, ma come una Parola viva, capace di entrare nella sua vita concreta. Non ha aspettato il momento perfetto, non ha detto “quando avrò più tempo”; ha cominciato da subito a vendere i suoi campi e a dare il ricavato in elemosina, per essere libero di seguire Gesù senza zavorre.
Anche noi viviamo immersi nella fretta, nel cellulare sempre in mano, nelle preoccupazioni per il lavoro, per la salute, per il futuro. E Gesù passa proprio lì, nella nostra giornata normale, e ci dice: “Seguimi”. Ci invita, magari, a rispondere con più pazienza a chi ci infastidisce, a dire una parola buona invece di una lamentela, a fidarci invece di controllare tutto.
Il Vangelo può davvero trasformare la nostra vita. Non in un colpo solo, ma giorno dopo giorno. Se solo smettessimo di rimandare. Se solo avessimo il coraggio di alzarci anche noi dal nostro “banco delle imposte” e cominciare a seguire Gesù, adesso. Potremmo dire questo per esempio: Gesù, in questa giornata farò il possibile per fidarmi della tua parola e per mettere in pratica quello che mi hai insegnato, aiutami ad essere un tuo discepolo fedele.
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