Il perdono è uno dei doni più grandi che Gesù ci ha lasciato. Nel Vangelo Gesù dice: «Che cosa è più facile: dire al paralitico: “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire: “Alzati, prendi la tua barella e cammina”?».
Con queste parole Gesù ci fa capire che la guarigione più profonda non è quella del corpo, ma quella del cuore.
Tutti noi, in qualche modo, siamo come quel paralitico: bloccati dalle nostre paure, dai sensi di colpa, dagli errori del passato. A volte continuiamo a vivere portando sulle spalle un peso che non riusciamo più a sostenere. Eppure, Gesù ha il potere di rialzarci, di rimetterci in piedi, di guarirci, non solo fisicamente ma soprattutto spiritualmente.
La confessione è proprio questo: non un tribunale, ma un incontro di misericordia. È il momento in cui lasciamo che Gesù entri nelle nostre ferite e le tocchi con amore. Quando ascoltiamo le parole dell’assoluzione, è come se sentissimo dire anche a noi: “Alzati, cammina, ricomincia”.
Il perdono non cancella solo il male del passato, ma ci ridona il futuro. Ci libera il cuore, ci restituisce la pace, ci rimette in cammino. E ogni volta che ci affidiamo alla misericordia di Dio, scopriamo che non siamo mai troppo lontani per tornare, e mai troppo feriti per essere guariti.
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