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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 15 Settembre 2026

Immagino che tutti voi sappiate che io sono un frate dell’Ordine dei Servi di Maria, quello che forse non sapete è che la patrona del nostro ordine è l’Addolorata, si, santa Maria ai piedi della croce. La madre di Gesù, che vede il figlio moire in croce, e tutti possiamo capire perché si chiama addolorata, perché non c’è un dolore più grande di quello che prova un genitore quando assiste alla morte di un figlio.

Ma l’addolorata non è solo segno del dolore, subito passivamente, è anche l’immagine di un modo particolare di vivere il dolore. Maria, infatti, non fugge e non si chiude gli occhi, è presente, e rimane in piedi davanti alla croce, accanto a suo figlio, non lo abbandona. E dalla croce Gesù le affida il discepolo dicendole: Ecco tuo figlio.

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Ora santa Maria è madre di tutti i discepoli, e in modo particolare di tutti i cristiani che sono nella prova, per quelli che stanno affrontando una malattia terminale, per chi è nel lutto, per coloro che sono perseguitati in tante parti del mondo. Santa Maria ci è accanto, e noi siamo invitati ad accoglierla come madre, sentendola vicina a noi nella preghiera, e nella intercessione.

E ci aiuta a non disperare, ad attendere con fiducia la risurrezione, perché la croce non è la fine della storia, è un momento di passaggio, il momento più buio, prima di ritrovare la luce più luminosa. Cari fratelli e sorelle, se oggi siete rattristati dalle prove della vita, affidatevi con fiducia Maria.

E se avete tempo, se ci riuscite, se conoscete qualcuno che sta male, provate a fare una telefonata, o magari ad andarlo a trovare. Perché non solo la preghiera, ma anche rimanere vicino a chi è tribolato, anche questo è un modo per onorare la memoria di santa Maria Addolorata.n giudice spietato, che invece di fare giustizia porta solo distruzione.

Proviamo dunque a riconoscere i nostri punti deboli, e cerchiamo di lavorarci sopra, non per sopprimerli, ma per trasformarli in punti di forza, in strumenti di guarigione e di misericordia.

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