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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 15 giugno 2026

Oggi non fuggo dal più grande controsenso del cristianesimo, l’insegnamento più controintuitivo di Gesù. Gesù infatti ha detto queste parole: «Ma io vi dico di non opporvi al malvagio».

Ma cosa significa? E come può Gesù dirci di non opporci al malvagio quando lui si è opposto alla malvagità?
Ecco cosa penso. Gesù non ci chiede di essere deboli, né di lasciare che il male vinca. Non ci chiede di chiudere gli occhi davanti all’ingiustizia. Ci chiede qualcosa di molto più difficile: non diventare come il male che combattiamo. Questo è il punto: Non diventare come il male che combatti. Non rispondere alla violenza con altra violenza, all’odio con altro odio, all’offesa con altra offesa.

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Perché il male ha una forza sottile: ti trascina dalla sua parte senza che te ne accorga. Ti convince che, per vincere, devi usare le sue stesse armi. E invece Gesù apre un’altra strada: quella di una forza diversa, disarmata, ma potentissima. La forza di chi resta libero dentro. La forza di chi non si lascia avvelenare il cuore.

Quando Gesù si oppone al male, lo fa senza odio. Quando viene colpito, non restituisce il colpo. Quando viene crocifisso, perdona. Non è passività: è una scelta radicale. È dire al male: “Tu non entrerai dentro di me. Non mi cambierai.”
E allora forse “non opporsi al malvagio” significa questo: non lasciare che il male decida chi sei. Non permettere che siano le ferite a guidare le tue risposte. Scegliere ogni giorno di rimanere nella verità, nella mitezza, nella libertà.

È una strada esigente, sì. Ma è anche l’unica che non ti toglie la pace.
Perché alla fine non vince chi colpisce più forte, ma chi ama fino in fondo senza perdere se stesso.
Oggi possiamo provarci, spezziamo le catene del male.
E scoprirai che dentro di te c’è una forza più grande del male.
E quella forza… è la forza dello Spirito, è la forza guaritrice, è la forza dell’amore.

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