Gesù, dopo aver guarito molti malati e liberato tante persone dal male, si alza quando è ancora buio e va in un luogo deserto a pregare. È un dettaglio semplice ma profondo: prima di fare, Gesù prega.
Prima di parlare, resta in silenzio davanti al Padre. La sua forza non nasce dal successo, ma dalla comunione.
Anche noi spesso ci affanniamo in tante piccole opere di bene. Corriamo, aiutiamo, rispondiamo a tutti, cerchiamo di essere utili. E tutto questo è buono. Ma a volte ci accorgiamo di essere stanchi, svuotati, confusi. Perché? Perché abbiamo fatto del bene… ma senza tornare alla sorgente.
La preghiera non è una fuga dalla realtà: è il luogo in cui capiamo chi siamo e cosa il Signore ci chiede davvero. Quando i discepoli cercano Gesù, Lui risponde: “Andiamocene altrove, perché io predichi anche là: per questo sono venuto”. Non si lascia trascinare solo dalle richieste, anche se buone; segue la sua missione.
Anche noi siamo chiamati a questo: non fare tutto, ma fare ciò per cui siamo stati chiamati. La preghiera ci restituisce chiarezza, pace e direzione. Così le nostre opere non diventano dispersione, ma frutto di una vita guidata da Dio. Mi raccomando eh, non disperdete le vostre energie in mille direzioni, e poi vi dimenticate qual è la vera direzione da seguire.
