Spesso il nostro errore è questo: iniziamo a dialogare con la tentazione. Invece di respingerla subito, la ascoltiamo, la facciamo entrare nei pensieri, le diamo tempo. E il male, quando trova spazio, mette radici.
Un esempio semplice: una persona ti ferisce. Dentro di te nasce un pensiero: “Rispondigli male, digli qualcosa che lo faccia soffrire”. All’inizio è solo un’idea, ma tu cominci a dialogare: “In fondo se lo merita… Non posso sempre stare zitto… È giusto difendermi…”.
Così il male non è più fuori, è già entrato nel cuore.
Gesù fa il contrario. Non dialoga con lo spirito impuro, non gli dà spazio. Comanda:
“Taci! Esci da lui!”
È una parola piena di autorità. E il male, anche se grida e si agita, deve andarsene.
Questo ci insegna una cosa decisiva: con il male non si tratta, si taglia. Quando arriva un pensiero oscuro, una tentazione, un desiderio che ti allontana dalla pace, non devi discuterci. Devi dire: “Nel nome di Gesù, vattene.”
Ogni piccola vittoria è una forza nuova nel cuore. Ogni volta che smetti di dialogare con il male e scegli Gesù, diventi più libero.
- Pubblicità -
Oggi non ascoltare ciò che ti rovina. Alza la voce della fede. E combatti: non sei solo.
