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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 11 Febbraio 2025

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me” (Mc 7,6).
Le parole vuote, dette senza un cuore che agisce in sintonia con ciò che proclama, sono sterili.

Gesù ci invita a non limitarci a un’apparenza religiosa, ma a vivere ciò che professiamo, trasformando le nostre parole in opere. Un detto illuminante dei Padri del deserto può aiutarci a comprendere meglio questo insegnamento. Un giorno, un fratello chiese ad Abba Antonio:
“Padre, cosa devo fare per piacere a Dio?”

E il santo rispose: “Ovunque tu vada, porta Dio con te. Ovunque tu stia, osserva Dio davanti ai tuoi occhi. Non parlare molto, ma agisci secondo i Suoi comandamenti.”

Questa risposta di Abba Antonio ci ricorda che non è la quantità delle nostre parole a definire il nostro rapporto con Dio, ma la fedeltà delle nostre azioni. Le labbra possono ingannare, ma il cuore che agisce non mente. Quando parliamo di amore, dobbiamo amare concretamente. Quando parliamo di perdono, dobbiamo perdonare con il cuore.

Un esempio pratico: se diciamo di credere nella carità, ma ignoriamo il prossimo in difficoltà, le nostre parole diventano vuote. Gesù stesso ci insegna che i comandamenti di Dio si riassumono nell’amare Dio e il prossimo. E questo amore non può essere solo proclamato, ma deve essere vissuto.

Allora, oggi non cadiamo nell’ipocrisia dei farisei, ma seguiamo l’esempio dei santi, che hanno fatto delle loro vite una testimonianza viva di ciò che predicavano.

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