In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento. Oggi la parola di Dio, sebbene molto breve, ci rivela tre cose.
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1. Chi può rimanere indifferente al miracolo? Tutti sono sbalorditi da ciò che Gesù sta facendo, ma la domanda è: quanti credono in Gesù? Se un miracolo non ti fa credere, non meravigliarti, non ha senso. È facile ammirare Gesù quando è potente, e tutti siamo fuori di sé quando vediamo un miracolo perché miracolo oltre passa nostri ragionamenti ed è qualcosa che ci trascende. Eppure Gesù non mostra la più grande potenza nei suoi miracoli, ma nella sua sofferenza, perché ha accettato di essere rifiutato e torturato per amore, e l’amore è il più grande miracolo che ognuno di noi possa fare, perché Gesù ci ha dato la forza e ci ha mostrato la via.
2. Gesù vuole distogliere l’attenzione dai miracoli con queste parole: “Prendete a cuore queste parole: il Figlio dell’uomo è davvero sarà consegnato nelle mani degli uomini”. Come se Gesù volesse imprimere questa parola nei nostri cuori, una parola che all’inizio ci spaventa e confonde. Perché i discepoli devono incidere nei loro cuori il fatto che Gesù soffrirà per l’uomo e dall’uomo? Perché è un miracolo d’amore quando ha permesso di essere ferito da noi, in modo che tutti noi prendiamo la coscienza quanto è Dio sia meravigliosamente innamorato di noi. Dobbiamo incidere nei nostri cuori che Dio ci ama fino a morire per noi.
3. I discepoli non capiscono! Molti di noi non capiscono questa logica, perché ancora oggi restiamo tutti stupiti quando qualche “morto risorge dalla tomba”, cioè quando accade un miracolo, e molto meno quando guardiamo il Figlio di Dio inchiodato sulla croce per amore di tutti.

