fra Marin Berišić – Commento al Vangelo del 11 Gennaio 2020

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Il Vangelo di oggi ci racconta una relazione bellissima. Una relazione tra un lebbroso e Gesù. Non è una relazione straordinaria solo perché avviene una guarigione del malato, ma soprattutto per ciò che fanno e ciò che si dicono. Prima di tutto vediamo l’atteggiamento dell’uomo malato, vediamo come reagisce nella sua sofferenza. Lui si getta dinanzi a Gesù, possiamo dire che la sua sofferenza lo rende umile, lo rende capace di affidarsi completamente nelle mani di Dio.

“Gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi.” Quanto è bella, umile e semplice questa preghiera! A volte nella vita le umiliazioni ci fanno diventare più umili. Dio non vuole la nostra umiliazione, ma la nostra umiltà. Nella preghiera semplice ed autentica si vede una grande fede, si vede un abbandono con tutta la vita nella volontà del Padre. Se vuoi, puoi. Non esige, ma chiede con umiltà. Questo è la vera preghiera, la preghiera che non rende Gesù indifferente alla sofferenza.

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“Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!” Gesù semplicemente non dice lo voglio, fa un gesto: lo toccò! Non ha paura della lebbra, anzi la tocca, toglie quel muro della solitudine che lebbra porta con sé. Gesù tocca noi e la nostra realtà, tocca ogni singola parte del nostro essere, della nostra esistenza. Gesù toccando la nostra realtà, le dona un senso nuovo, la riempie di significato. Al malato ha aiutato la preghiera semplice ed umile, ma vediamo che anche a Gesù il punto di partenza, il punto essenziale della sua vita è la preghiera: “Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.”

Che il Signore ci doni la grazia di poter vivere una preghiera semplice ed autentica, una preghiera umile, una preghiera che non esige, ma che si abbandona nella volontà del Padre.


Immediatamente la lebbra scomparve da lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5, 12-16

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».

Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro».

Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

Parola del Signore

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