- Pubblicità -

Fr. Attilio Gueli – Commento al Vangelo del 12 Gennaio 2025

Immersi in Dio

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

Perché Gesù si fa battezzare da Giovanni il Battista?
Perché è così importante il battesimo di Gesù? E perché proprio nel fiume Giordano? Che motivo abbiamo di gioire nella festa del battesimo di Gesù? Lo vediamo in questo video.

Il nostro passato, il nostro futuro
Un tormento: “Dovevi fare così”, “Era meglio se dicevi così”, oppure: “Se succederà questa cosa”, “Se vivrai quell’incontro”, “Se ti diranno così”.
Ci sono delle parole che ci sono nemiche, ci tormentano perché producono dentro di noi forti sensi di colpa o delle ansie che ci rattristano.

Il Vangelo ci insegna che la gioia, la speranza, la felicità non sono cose che avvengono per caso, ma si scelgono. Si scelgono ogni giorno.

A Natale abbiamo festeggiato l’evento meraviglioso in cui Dio si è tuffato dentro l’umanità, incontrandoci nella parte più profonda di noi, quella parte spesso ferita e umiliata, per donarci il suo amore.
Così, noi possiamo immergerci nella misericordia di Dio.

Nella festa del battesimo di Gesù
Gioiamo per il fatto che Cristo è sempre accanto a noi e possiamo trovare sempre rifugio in lui. A Natale festeggiamo Gesù che entra nel mondo; ora festeggiamo Cristo che sta e continua a stare con noi, ricordandoci che siamo immersi in Dio.

Possiamo gioire perché siamo sempre amati, eliminando tutti i “dovevi” e tutti i “se” che sporcano, rovinano e rattristano la nostra quotidianità.

Il Giordano e il suo significato
Il Giordano è un fiume sacro per gli ebrei perché rappresenta il riassunto di tutta la storia dell’umanità. Rappresenta la fine del cammino nel deserto, la fine della schiavitù d’Egitto, l’ingresso nella Terra Promessa.

Il fiume Giordano rappresenta tutte le speranze dell’umanità: la speranza di salvezza, la speranza di una terra felice dove vivere eternamente felici con Dio.

In occasione del suo battesimo, Gesù riceve da Giovanni Battista la storia dell’umanità, tutta la storia dell’umanità, che è anche una storia di peccato.

Riguardo a questo, non ci devono essere equivoci
Ti invito ad ascoltare il video commento al Vangelo della 23ª Domenica del Tempo Ordinario. Nessun equivoco dobbiamo avere: le idee devono essere molto chiare.

- Pubblicità -

Gesù è venuto nel mondo proprio per guarirci dal peccato e donarci la vita eterna. Gesù si prende cura della nostra storia, la fa sua con l’azione dello Spirito Santo, che discende sopra di lui in forma corporea.

La speranza non è ottimismo
Quest’anno è un anno speciale, giubilare. Dobbiamo maturare la consapevolezza che la speranza non è ottimismo, un atteggiamento che ci convince che le cose domani andranno meglio, anche se non avremo mai il controllo degli eventi e delle situazioni.

La nostra gioia non deriva dalla capacità di cambiare il passato o da previsioni positive, ma dalla certezza spirituale che, anche se il mondo è contaminato da cose brutte che accadono, Cristo è immerso nell’umanità e ha già vinto. Ha vinto il peccato e ha vinto la morte.

La fiducia in Dio ci guarisce
Questa fiducia in Dio ci guarisce dalle ferite del passato e ci libera dall’angoscia per il domani, perché l’amore di Dio è più forte della nostra disperazione e delle nostre paure.

Festeggiamo dunque il battesimo di Cristo
Gioiamo di essere noi stessi battezzati in Cristo, immersi nel suo amore, guariti dal suo perdono, figli del Padre misericordioso.

Abbiamo offerto la nostra umanità a Dio e abbiamo ricevuto da Dio la sua divinità. Non siamo più solo uomini, ma siamo anche figli di Dio.

Commento di Fra Attilio Gueli, frate minore cappuccino. Segretario “fraternità e missione” di Lombardia OFMCap. Convento di Varese, centro di evangelizzazione.