Non c’è che dire: in Estate la liturgia ci propone tutti testi “ molto forti “.
Dopo la “ Trasfigurazione “ di due giorni fa, oggi, al centro del brano, c’è “ la domanda delle domande “: “ Ma voi, chi dite che io sia? “.
Chi è per me Gesu’?
Un “ grande profeta “, cosi’ come pensava “ la gente “ ai suoi tempi, o “ il Cristo, il Figlio del Dio Vivente “, come disse Pietro?
La differenza è sostanziale.
Se per noi Gesu’ è “ solo “ un profeta, magari importante come e piu’ di Giovanni il Battista e di Elia, siamo completamente fuori strada perché lo “ degradiamo “ ad uomo.
Cristo è “ il Figlio del Dio vivente “ e, quindi, è DIO.
E’ un’altra cosa: il profeta “ parla in nome di Dio “ ma resta un uomo, Gesu’ è Dio stesso, è il Vivente, è colui il quale ha sconfitto anche la morte.
Questo è Gesu’.
Se Cristo “ resta un uomo “, per noi anche importante, la reazione di Pietro, dinanzi all’annuncio della sua passione, sarà anche la nostra: “ Dio non voglia, questo non ti accadrà mai “.
Emergerà la umana “ paura della morte “, che vorremmo risparmiare a Cristo ma che, soprattutto, vorremmo risparmiare a noi in quanto suoi seguaci.
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Se Cristo è Figlio di Dio, è il Vivente, non ci fa paura “ l’andata a Gerusalemme “ perché siamo consapevoli che la passione e la morte, che siamo anche noi chiamati a vivere, non sono l’ultima parola ma solo la penultima perché quella finale è Risurrezione, è VITA.
Credere che Gesu’ è “ il Figlio del Dio Vivente “ è credere che la nostra vita non terminerà mai perché siamo chiamati all’Eternità.
Ecco le grande differenza.
E allora oggi, sotto il caldo estivo, sono chiamato a farmi la fatidica domanda: Chi è per me Cristo?
Un uomo o il Figlio del Dio Vivente?
Capiro’, dalla risposta, se il Gesu’ in cui credo è “ il vero Gesu’ “ o un’errata immagine di Lui che mi sono fatto.
Buona giornata e buona riflessione a tutti.
