Facciamo un passo indietro a Sabato.
Il Vangelo proposto era quello del “ grano e della zizzania “.
Dopo la “ pausa domenicale “ e la giornata di ieri in cui, in occasione della memoria dei santi Marta, Maria e Lazzaro, si è letto il Vangelo dell’incontro di Gesu’ con le due donne, che, poi, terminerà, con la risurrezione di Lazzaro, si ritorna alla continuità e, quindi, la liturgia propone i versetti successivi a quelli letti Sabato.
“ Spiegaci la parabola della zizzania nel campo “.
E’ la richiesta fatta dai discepoli.
In realtà non c’è niente da spiegare.
Il testo è chiarissimo.
E allora mi viene il dubbio che la richiesta celi un atteggiamento ipocrita: “ si chiede la spiegazione perche’ si vuole far finta di non aver capito!!! “
E’ un comportamento classico: quando qualcosa non ci piace o quando ci accorgiamo che, magari, il problema siamo noi, allora cerchiamo scuse, chiediamo spiegazioni nella speranza di trovare qualche appiglio con il quale autogiustificarci.
Ma con Gesu’ non funziona.
“ Chi ha orecchi, ascolti “.
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Smettila di chiedere spiegazioni inutili mi sta dicendo il Signore: la mia Parola è tutta chiara, la devo solo ascoltare e, se lo farò, sarò ” grano buono “ e, quindi, al momento della mietitura, “ splenderò come il sole nel Regno del Padre “.
Se non lo faro’ e cercherò’ scuse, vorrò spiegazioni, chiarimenti, precisazioni, starò solo perdendo tempo: sono zizzania e voglio rimanere tale.
Per me è pronta “ la fornace ardente “.
Non perdiamo quindi tempo: convertiamoci subito all’ascolto.
Buona giornata e buona riflessione a tutti.
