Domenica delle Palme.
Il percorso quaresimale volge al termine.
La โ lunga โ liturgia odierna, in cui, come sempre, si legge tutto il Vangelo della passione e della morte di Cristo, ci introduce nella Settimana Santa, che culminerร la notte di Pasqua allorquando Cristo, luce del mondo, risorgerร , e dimostrerร a tutti che era vero cioโ che predicava: era Dio ed era piuโ forte della morte.
La Domenica delle Palme รจ una ricorrenza โ fraintesa โ, per parecchi รจ la โ Domenica della pace โ, in cui si sventolano i ramoscelli dโulivo.
Niente di tutto questo, trattasi non di una giornata di festa ma di una giornata triste, o, meglio ancora, di un giorno in cui vi รจ un improvviso โ tramutarsi della gioia in lutto โ a causa dellโincongruenza e dellโipocrisia dellโuomo.
La celebrazione si apre con la lettura del Vangelo che narra dellโingresso di Gesuโ a Gerusalemme.
Il popolo รจ festante, al passaggio del Signore si legge che โ La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: โ Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel piรน alto dei cieli โ.
Il testo descrive atmosfera di gioia, di tripudio, per lโingresso di Gesuโ a Gerusalemme.
Che succede poi?
Come รจ possibile che quella โ folla osannante โ si tramuterร nella folla che, dinanzi a Pilato, urlerร โ crocifiggilo โ?
Questa รจ la Domenica che evidenzia la debolezza, lโincoerenza dellโuomo, il suo peccato, a cui fa da contraltare lโamore e la Misericordia di Cristo.
Quanti tradimenti che riceve Cristo.
Da Giuda, da Pietro, dalla folla che chiede la liberazione di Barabba, da chi, sotto la croce, โ lo insulta โ e โ si fa beffe di lui โ.
Eโ la frase degli apostoli quella che piuโ mi interpella, quella che deve spingerci tutti a interrogarci: โ Sono forse io, Signore? โ
Per ognuno di noi, se si fa questa domanda, vale la risposta che Cristo dette a Giuda: โ Tu lโhai detto โ.
Non ci nascondiamo, รจ cosiโ.
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Questa Domenica serva per farci fare memoria delle tante volte in cui abbiamo โ osannato โ Cristo con le labbra e lo abbiamo โ tradito โ con i nostri comportamenti.
Si, Signore, sono proprio io che ti ho tradito, non gli altri.
Oggi dobbiamo riconoscere la nostra miseria e consegnarla a Dio perchรฉ Lui non aspetta nientโaltro che questo, pronto a donarci la sua Misericordia.
Va a morire per me, per te, per noi che gli abbiamo โ sputato addosso โ, per noi che lo โ abbiamo crocifisso โ e che, ad oltre duemila anni di distanza, non abbiamo ancora compreso quello che un centurione romano, un pagano, capiโ immediatamente dopo che Gesuโ aveva โ emesso lo Spirito โ: โ Davvero costui era figlio di Dio โ.
Eโ vero, รจ vero, รจ vero.
Gesuโ รจ cioโ che diceva: รจ il mio Dio, รจ il tuo Dio, venuto per salvare me, venuto per salvare te facendosi ammazzare, da innocente, per me, per te, che siamo colpevoli.
Di cosa necessitiamo ancora per aderire pienamente a Lui?
In questa Domenica facciamo quindi memoria delle nostre miserie e chiediamo perdono a Cristo per tutte le volte che lo abbiamo tradito.
Il tutto nella certezza che Lui ci ama, cosiโ come siamo, piccoli come siamo, deboli come siamo, e ci aspetta, ad occhi aperti, sulla Croce, per abbracciarci e per dirci: โ ti perdono Figlio mio, ritorna a me โ.
Buona Domenica delle Palme a tutti.



