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Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 19 Maggio 2024

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso               luogo “.

Inizia cosi’ il passo degli Atti degli Apostoli ( At 2, 1-11 ), oggi proposto come prima lettura.

Parla di unità.

Tutti “ stavano insieme “ nello stesso luogo.

In quella condizione “ apparvero lingue come di fuoco, che si dividevano “, per poi “ posarsi “ su ciascuno di loro.

Era lo Spirito Santo che consentiva agli apostoli di parlare una “ lingua universale “, comprensibile a tutti, nonostante appartenessero a popoli diversi aventi lingue diverse.

Tutti li sentivano parlare nella loro lingua “ delle grandi opere di Dio “.

Cosa porta allora la Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo?

La capacità di fare unione nel rispetto della diversità.

Da questa “ unione “ nasce la capacità di parlare “ un’unica lingua “, un “ linguaggio                 universale “, che è quello del Vangelo.

Lo Spirito Santo ci rende quindi uniti perché è Amore disceso su di noi e l’effetto dell’Amore è creare legami, relazioni, finalità di intenti; Spirito, come dice San Paolo nella seconda lettura ( Gal 5, 16-25 ), è “ amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio                       di sé “.

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L’uomo colmo di Amore è pronto a “ camminare secondo lo Spirito “ e, quindi, è pronto a “ dare testimonianza dell’Amore ricevuto “.

Questo è il nostro compito di cristiani: testimoniare l’Amore, quell’Amore da cui siamo amati e che ci consente di Amare.

Buon cammino e buona testimonianza a tutti.