L’odierna pagina evangelica pone alla nostra attenzione due temi fondamentali per la vita cristiana: la compassione ed il perdono.
COMPASSIONE
Il termine può essere scomposto in “ Cum-patere “, cioè patire con, soffrire insieme, sentire dall’interno, dalle viscere, unione profonda con colui il quale sta soffrendo.
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E’ il sentimento che non può mancare nel cristiano, che, come fece il re della parabola, deve sentire come suoi i patimenti del fratello e cercare, con quello che ha a disposizione, di aiutarlo.
L’indifferenza o un cristianesimo intimistico e devozionale non generano compassione e fanno diventare “ sepolcri imbiancati “.
Analizziamo quindi, in questa giornata, il nostro animo e verifichiamo se sentiamo vera compassione verso i nostri fratelli.
PERDONO
Il perdono è una pietra miliare del cristianesimo.
Se non si riesce a perdonare non si è cristiani: non si sfugge da questo assioma.
Il cristiano sa, infatti, di essere stato perdonato da Dio o, meglio ancora, sa di essere ogni giorno perdonato per le sue colpe, i suoi peccati.
Se sa cio’ non può, a sua volta, non perdonare perché è consapevole che anche il fratello è creatura da amare e che, a causa della sua fragilità, puo’ anch’esso sbagliare.
Non ergiamoci, pertanto, mai a censori, a giudici degli altri ma, al contrario, non dimentichiamo che il Padre ci ha condonato “ diecimila talenti “, cioè, tutti i nostri peccati e, grati di questo immenso perdono, condoniamo anche noi ai nostri fratelli i “ cento denari “ che ci devono, cioè quelle piccole leggerezze da loro compiute a causa della loro fragilità, tanto simile alla nostra.
Buona giornata e buona riflessione a tutti.
A cura di Fabrizio Morello
Foto: mia.



