Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 10 Marzo 2023

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La diede in affitto a dei contadini “.

In affitto.

Ecco come Cristo ci dà la sua vigna.

Chi affitta, come è a tutti noto, deve rendere, in cambio, dei frutti al proprietario.

Il serio problema è che noi vogliamo impadronirci della vigna che ci è stata solo data in affitto e, pertanto, “ quando arriva il tempo di raccogliere i frutti “, li vogliamo tenere tutti per noi e, pur di farlo, siamo disposti ad uccidere anche “ il Figlio del Padrone “.

Non è lo specchio di tutte le società, oggi ancora piu’ amplificato?

L’ “ eliminazione di Dio “ dalla prospettiva di quasi la totalità degli uomini è un dato di fatto.

A cosa ha portato?

All’illusione di “ non dover piu’ consegnare frutti a nessuno “ e, pertanto, alla convinzione che tutto ci appartiene e che possiamo, per soddisfare il nostro interesse, fare tutto cio’ che vogliamo di cio’ che, in realtà, non è nostro ma ci è stato “ affidato per un tempo “.

E cosi’, per finalità di lucro, si è arrivati alla distruzione ambientale, alla cementificazione selvaggia, alla desertificazione di tante zone, etc.

Se questa è la realtà non bisogna cadere in un grave errore: “ sono gli altri che si comportano cosi’, non noi “!!!

I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo, a cui Gesu’ racconta la parabola, sono bravissimi a dire che quei “ contadini malvagi “, che hanno ucciso il “ figlio del Padrone “, devono essere “ sterminati “, ma non comprendono che…..quei contadini sono anche loro.

E allora “ attenti a noi “, non agli altri, a noi che già facciamo un cammino di fede.

Apriamo gli occhi perché rischiamo anche noi di essere….tra quei contadini.

Se ci siamo un po’ riconosciuti tali….la lettura e la meditazione di questa pagina ci inducano ad una immediata conversione in quanto, diversamente, “ ci sarà tolto il Regno di Dio “, a cui diciamo, con la bocca, di tendere.

Concludo con una provocazione: “ Ma….aneliamo veramente al Regno?

A ciascuno, come sempre, la sua risposta.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.