โMentre essi parlavano di queste cose, Gesรน in persona stette in mezzo a loro e disse: ยซPace a voi!ยป.โ
La pace. Questo dono divino che ci scambiamo a Messa (e che speriamo di poterci scambiare nuovamente il prima possibile), per cui preghiamo e a cui aneliamo, ma che spesso ci viene a mancare, mi viene a mancareโฆ
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Forse per una ferita con cui non abbiamo ancora fatto veramente i conti, che non abbiamo veramente perdonato a chi ce lโha procurata e che se ne sta lรฌ, nel nostro inconscio, a toglierci appunto la pace in situazioni anche banali.
Oggi il Vangelo ci fa fare memoria di questo dono, con il Signore che viene in mezzo ai discepoli, in mezzo a noi, nella nostra storia. Lui, che รจ il Signore di tutte le cose e che ha vinto la morte, viene a dire a me e a te: โPace, figlio mioโ. Non รจ la generica pace nel mondo (benchรฉ, oserei dire, sia doveroso pregare per essa) o il quieto vivere (anchโesso importante), ma la pace di cui possiamo essere segni, quella che possiamo trovare anche nella situazione piรน difficile, nel tratto di strada piรน faticoso, che non nega i nostri tormenti ma toglie ad essi il potere su di noi.
Spesso per noi Gesรน รจ un fantasma, non tanto perchรฉ ci faccia paura ma perchรฉ non Lo riconosciamo nella nostra vita. Eppure senza che Lo si riconosca, non puรฒ essere Pasqua. Allora, quando la Sua pace viene meno in noi, chiediamogliela.
Chiediamogli di riconoscerLo nelle nostre vicende, di non aver paura, di fare memoria delle Sue Parole di speranza e resurrezione.
